Chi siamo

L’ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli venne classificato “ospedale generale di zona” con decreto assessoriale il 23 ottobre 1991.
Il decreto ha sancito il passaggio dallo stato giuridico di “casa di cura di alta specialità” a quello di “ospedale”, determinando l’attivazione di nuove discipline, requisiti essenziali per il riconoscimento suddetto.
Accanto alle discipline già esistenti come medicina generale, chirurgia generale, ostetricia e ginecologia, neonatologia, cardiologia, e i servizi di anestesia, radiologia e laboratorio analisi, furono attivati il pronto soccorso, l’ortopedia, la pediatria, la rianimazione, e la terapia intensiva cardiologica, oltre ad uno sviluppo dell’attività ambulatoriale. In epoca più recente, precisamente tra gli anni 2002 – 2003, sono state attivate nuove discipline, quali la chirurgia plastica, l’oculistica, la neurologia e l’oncologia, oltre ad offrire servizi quali il day surgery e il day hospital che hanno contribuito a migliorare le prestazioni a favore dell’utenza.
In ospedale è anche possibile usufruire di prestazioni in libera professione, sia in regime di ricovero, grazie all’allestimento di un reparto dedicato (ALPI), sia in regime ambulatoriale.
Nel settore diagnostico, sono stati attivati e sviluppati alcuni settori importanti, come il laboratorio di istopatologia, il laboratorio di elettrofisiologia, il laboratorio per la diagnosi prenatale, gli ambulatori di otorinolaringoiatria e dermatologia e per la medicina non convenzionale è stato aperto un ambulatorio di agopuntura.
L’ospedale, grazie all’attività svolta dal servizio di rianimazione, è stato riconosciuto come centro regionale di riferimento per la tossicologia.

 

Storia

 La struttura sanitaria appartiene all’Ordine religioso dei Fatebenefratelli, costituito da papa Sisto V nel 1586. Tale istituzione, la cui esatta denominazione è Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio fu voluta dai seguaci di San Giovanni di Dio (nato in Portogallo verso il 1495 e morto a Granada nel 1550) che, per il ritornello con cui erano soliti percorrere le strade, sono meglio noti in Italia come Fate-bene-fratelli. Da allora si sono diffusi in tutto il mondo offrendo ovunque la testimonianza di carità lasciata in eredità dal fondatore e vivendo il suo carisma ospedaliero nelle varie situazioni e contingenze socio - assistenziali che i mutati contesti sanitari della storia hanno offerto. Oltre a San Giovanni di Dio che viene ritenuto il “Fondatore dell’Ospedale Moderno” l’Ordine ha dato alla Chiesa altri santi e beati: San Giovanni Grande, geniale riformatore ospedaliero nella Spagna del ‘600; San Riccardo Pampuri, medico italiano morto nel 1930; il beato Benedetto Menni, i 72 religiosi martiri della guerra civile spagnola e numerose altre figure di spicco sul piano religioso e assistenziale. Oggi l’Ordine Ospedaliero gestisce nel mondo più di duecento strutture sanitarie, di cui 20 in Italia. A Palermo la presenza dei Fatebenefratelli risale al 1585, anno in cui il primo generale dell’Ordine inviò in Sicilia Fra Sebastiano Ordoñez per fondarvi un ospedale. Acquistando una chiesetta e alcune case nel popolare quartiere dell’Albergheria i Fatebenefratelli fondarono così l’ospedale di “San Pietro in Vincoli”. Del suo edificio rimane oggi la splendida sala degenze affrescata da Pietro Novelli con episodi della vita di San Giovanni di Dio, attualmente inglobata nel liceo scientifico “Benedetto Croce”. La chiesa, invece, è stata distrutta dai bombardamenti dell’ultima guerra. Nella loro attività palermitana i Fatebenefratelli si distinsero soprattutto durante l’epidemia di peste del 1624 e durante quella di colera del 1837. Successivamente, in Sicilia, venne affidata all’Ordine la gestione o la fondazione di altri 21 ospedali, gran parte dei quali attivi fino alla fine dell’800. Con le leggi di soppressione degli Ordini religiosi promulgate in Italia nel 1866 i frati furono costretti ad abbandonare l’Isola. A Palermo, pur avendo vinto un successivo ricorso, non fu possibile il recupero dei beni perduti. Rimase così solo il nome accorpato con quello del principale ospedale della città che si chiama tuttora “Civico e Benfratelli”. L’auspicato ritorno fu realizzato dopo ben un secolo, grazie alla donazione, da parte della signora Anna Buccheri La Ferla, del sanatorio marino “Solarium” che i religiosi hanno trasformato in un moderno ed efficiente ospedale. Affiancano oggi i frati due congregazioni religiose femminili: le “Ancelle della Sacra Famiglia”, le “Suore del Bell’Amore” e le "suore Terziare Francescane d'Ognissanti".

 
 

Mission

L’ospedale si impegna ad erogare i propri servizi secondo i Principi contenuti nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 Gennaio 1994:

Eguaglianza: i servizi sanitari vengono erogati senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione ed opinioni politiche. Vengono adottate tutte le iniziative necessarie per adeguare le modalità di prestazione del servizio alle esigenze degli utenti portatori di handicap.

Imparzialità: i servizi sanitari sono ispirati a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità.

Continuità: l’erogazione dei servizi sanitari, deve essere continua, regolare e senza interruzioni. I casi di funzionamento irregolare o di interruzione del servizio devono essere espressamente regolati dalla legge, in questi casi si devono adottare misure volte ad arrecare agli utenti il minor disagio possibile.

Diritto di scelta: l’utente ha il diritto di scegliere tra i soggetti che erogano il servizio. Il diritto di scelta riguarda in particolare i servizi distribuiti sul territorio.

Partecipazione: il diritto di partecipazione del cittadino nei confronti del servizio sanitario pubblico va inteso come informazione, personalizzazione, umanizzazione del servizio. L’utente ha diritto di accedere alle informazioni che lo riguardano (legge 241/90), può produrre memorie e documenti, prospettare osservazioni, formulare suggerimenti per il miglioramento del servizio. I soggetti erogatori acquisiscono periodicamente la valutazione dell’utente circa la qualità del servizio reso.

Efficienza ed efficacia: i servizi sanitari devono essere erogati in modo efficiente tale da garantirne la loro efficacia, attraverso sistemi di verifica.